Villa Scassi, scontro sui servizi oncologici: allarme dei consiglieri M5S e Pd, l’AOM rassicura

Stefano Giordano e Katia Piccardo denunciano il rischio di chiusura o ridimensionamento di Medicina nucleare, Anatomia patologica e Farmacia. L’Azienda ospedaliera metropolitana Liguria respinge l’ipotesi di un depotenziamento e assicura la continuità dei percorsi oncologici e delle attività.

Il futuro di alcuni servizi dell’ospedale Villa Scassi divide la politica regionale e l’Azienda ospedaliera metropolitana Liguria. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle Stefano Giordano e la vicecapogruppo del Partito Democratico Katia Piccardo lanciano l’allarme su possibili chiusure e trasferimenti di attività. La direzione aziendale replica che non è in corso uno smantellamento del presidio di Sampierdarena: l’obiettivo, sostiene, è riorganizzare i servizi nella rete ospedaliera mantenendo le prestazioni per i cittadini.

Secondo Giordano, la Medicina nucleare potrebbe cessare l’attività a Villa Scassi dal primo novembre. Il consigliere segnala in particolare le possibili ripercussioni sulla procedura del linfonodo sentinella, utilizzata nella chirurgia del tumore al seno e in altri percorsi oncologici. Nell’allarme rientrano anche l’Anatomia patologica, che secondo le informazioni da lui riferite potrebbe chiudere entro fine anno, e la Farmacia ospedaliera, per la quale si teme un cambiamento imminente. Sono servizi che, sottolinea, sostengono l’attività diagnostica e chirurgica, compresi gli esami istologici richiesti durante gli interventi.
A sostegno delle sue preoccupazioni, Giordano richiama i dati della Fondazione Gruppo Italiano per la Medicina Basata sulle Evidenze: nel 2023 la Liguria avrebbe registrato un saldo negativo della mobilità sanitaria pari a 74,4 milioni di euro e nel 2024 il 10,1 per cento dei cittadini avrebbe rinunciato a curarsi. Numeri che, nella sua lettura, dovrebbero spingere la Regione a rafforzare i presidi esistenti. Il rischio, avverte, è che Villa Scassi perda progressivamente competenze e funzioni, con pazienti oncologici costretti a rivolgersi ad altri ospedali, come il San Martino, e possibili disagi nei percorsi di cura.
Anche Piccardo chiede alla Regione di chiarire con urgenza quali decisioni siano state prese sulla Medicina nucleare. La consigliera riferisce che il reparto attraversa una fase delicata, segnata dal pensionamento del primario e dalla sostituzione di personale. Tra i punti da chiarire indica il percorso dei pazienti ricoverati o operati a Villa Scassi, l’eventuale trasferimento degli esami e il futuro dei lavoratori del comparto. Per Piccardo la struttura va rafforzata e deve essere garantita la continuità assistenziale, senza lasciare nell’incertezza pazienti e personale.
La risposta della direzione aziendale è arrivata con una nota diffusa il 9 ottobre. La direttrice generale dell’Azienda ospedaliera metropolitana Liguria, Monica Calamai, nega che Villa Scassi sia destinato a un ridimensionamento e presenta la riorganizzazione come un rafforzamento della rete. Il riferimento indicato è il decreto ministeriale 70 del 2015, che stabilisce criteri organizzativi per i servizi ospedalieri e, secondo l’azienda, prevede per le strutture complesse di Medicina nucleare un bacino di utenza di circa 600 mila abitanti.
La direzione osserva inoltre che la Medicina nucleare di Villa Scassi non dispone di apparecchiature per la tomografia a emissione di positroni e non svolge tutte le attività diagnostiche proprie di questa tipologia di servizio. Concentrare alcune prestazioni ad alta tecnologia, sostiene Calamai, può favorire aggiornamenti delle apparecchiature, maggiore continuità e volumi di attività adeguati a mantenere standard di qualità. L’azienda afferma che tutti i professionisti, compreso il personale del comparto, continueranno a lavorare all’interno della rete aziendale e che il percorso sarà discusso con le organizzazioni sindacali.
Sul punto più sensibile per le pazienti, quello del linfonodo sentinella, la direzione assicura che la procedura resterà disponibile per chi viene operata a Villa Scassi. Il percorso, riferisce, è già stato concordato con i chirurghi senologi e non comporterà conseguenze sui tempi degli interventi. L’azienda aggiunge che l’attività di chirurgia senologica e oncologica del presidio prosegue regolarmente.
Quanto alla Farmacia, la gestione attuale resta in capo all’azienda di tutela della salute, indicata nella nota con la sigla ATS, e la fornitura di farmaci e dispositivi a Villa Scassi continua. Il progetto illustrato dalla direzione prevede di estendere al presidio l’attività della farmacia ospedaliera del San Martino, con un magazzino dedicato all’interno di Villa Scassi, il trasporto dei medicinali dall’altro ospedale e un rafforzamento dell’organico, tramite mobilità del personale o concorso. Per i cittadini, afferma Calamai, dovranno essere garantiti approvvigionamenti puntuali e continuità dell’assistenza.
Anche sull’Anatomia patologica la nota distingue tra l’assetto attuale e le eventuali modifiche future: il servizio è al momento garantito da ATS e, in caso di cambiamenti, l’Azienda ospedaliera metropolitana Liguria assicura che garantirà la continuità coinvolgendo il San Martino. È su questi passaggi che si concentra la distanza tra le due versioni: da un lato le preoccupazioni politiche per la perdita di attività e competenze, dall’altro la promessa aziendale di riorganizzare i servizi senza interrompere i percorsi dei pazienti.
A sostegno della propria valutazione, la direttrice generale cita infine i dati dei primi nove mesi del 2026, confrontati con lo stesso periodo del 2025: i ricoveri sarebbero cresciuti del 2 per cento e le prestazioni ambulatoriali del 25 per cento. Per Calamai si tratta di segnali di crescita. Giordano e Piccardo, invece, chiedono alla Regione e ai vertici della sanità ligure di rendere espliciti tempi, modalità e conseguenze della riorganizzazione, con garanzie verificabili per i pazienti e per i lavoratori.
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